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Daniela Bonanzinga
Libraia per vocazione
La Libreria come momento portante nella formazione dei ragazzi

 

 

 

IN PRIMO PIANO

   
Sergio Schiavone

Un filo di luce

"Prendete gli autori americani di bestseller, quelli che hanno invaso gli scaffali delle librerie con storie di killer psicopatici e investigatori geniali. Oppure sedetevi davanti al televisore, e fatevi catturare da una puntata di CSI. Nulla da dire, perchè può essere un modo piacevole di passare il tempo. L'unico problema è che a lungo andare subentra la noia, perchè di misteri risolti soltanto col DNA, o con profiler dalle capacità divinatorie non se ne può più. Certo anche Sherlock Holmes analizzava ceneri di sigari e tracce di veleni nel suo piccolo laboratorio domestico, ma ciò per cui è entrato nella leggenda è il suo modo di affrontare i casi, le sue idiosincrasie, l’invenzione di una spalla come il dottor Watson, il lato oscuro del professor Moriarty. Insomma, se ancora non lo si fosse capito, pur apprezzando Jeffery Deaver e Kathy Reichs, considero Simenon e Camilleri, Durrenmatt e Carofiglio, Lucarelli ed Elizabeth George i veri maestri di un gioco eccezionale: quello di prendere un volonteroso lettore e accompagnarlo tra dubbi, personaggi e atmosfere. Sergio Schiavone avrebbe potuto saccheggiare i semplici modelli di Kathy Reichs, con la sua patologa forense Tempe Brennan (e relativa serie tv di successo, vale a dire "Bones"); e non gli sarebbe costata tanta fatica, perché la materia la conosce bene, impegnato da anni a comandare una delle sedi nazionali dei RIS, l'unità specializzata dell'Arma. Ma ha voluto evitare la trappola di buttare tutto sullo scientifico, di delegare la soluzione del suo giallo a una pura questione di cromosomi. Certo il laboratorio della scientifica esiste nel racconto, ma esistono soprattutto i personaggi, le atmosfere, i dubbi. Sono loro a farla da padrona in "Un filo di luce". La piccola cittadina del Sud. Una vittima ben conosciuta e bellissima. L'amicizia tra due investigatori, i loro problemi, il loro modo di affrontare la morte, qualcosa che ancora non hanno imparato a liquidare con cinismo. E probabilmente non ci riusciranno mai. Qualche appassionato avrà storto il naso nell'aver trovato, tra gli autori prima citati, il nome di Frederich Durrenmatt, scrittore e autore teatrale. Ma a parte quel capolavoro che si chiama "La promessa", c’è un motivo per averlo infilato in questa prefazione. Perchè una cosa che ho imparato ad apprezzare di Sergio Schiavone, e di chi come lui lavora in casi difficili, è la stessa cultura del dubbio che traspare nei racconti del narratore svizzero. Non c'è vicenda investigativa che vada affrontata partendo con la soluzione in tasca, mai convincersi che il responsabile non può essere che quello, e allora mettersi a cercare solo le prove a conferma. Claudio Zamboi, il protagonista delle pagine di Sergio, non rischia mai di cadere nell'errore dell’assolutismo interpretativo, e la collaborazione dell'amico e collega Giovanni Brolio, gli impedisce di appiattirsi su tesi costruite soltanto su microscopi e cromatografi. Competenza e passione, per il lavoro e il racconto, regalano in "Un filo di luce" un nuovo autore nel vivace mondo del giallo italiano. E con una marcia in più. La marcia di chi le cose le conosce, perchè le ha viste". MASSIMO PICOZZI

Bianca Stancanelli

La vergogna e la fortuna

Ladri, mendicanti, imbroglioni, bugiardi: degli zingari il catalogo è questo. Questo libro racconta un'altra storia. Anzi, molte altre storie. Ci sono le ladre rinchiuse nel carcere romano di Rebibbia e le bambine mandate a mendicare, ma anche la giovane regista di Torino superpremiata per il film in cui racconta la storia della sua famiglia e la sua passione per Woody Allen, l'artista che ha scolpito il monumento in onore del Porrajmos, l'Olocausto rom, l'ex maestro che rifiutò di insegnare nelle classi speciali per i rom e che, alla guida di un'associazione, si batte per tirar fuori la sua gente dal degrado dei campi nomadi, il ragazzino di origine slava che a scuola è tra i primi della classe e da grande vuole fare il soldato, i rumeni sgomberati dalle baraccopoli abusive di Milano che oggi vivono in dignitosi appartamenti. È un caleidoscopio di storie che riunisce italiani, slavi, rumeni nel ritratto sorprendente di un popolo apparso in Italia nel 1422, ma ancora oggi considerato sempre e solo straniero. Rimprovera all'autrice la fragile Ermina: "Ci giudicate senza averci conosciuto". Il viaggio che questo libro propone è un viaggio di conoscenza, un utile antidoto contro l'assedio dei luoghi comuni, a cominciare dal primo, il più diffuso, che gli zingari siano nomadi.

   
   
Antonio Ferrara

Batti il muro

Caterina è solo una bambina quando sua madre comincia a chiuderla in un armadio, al buio. È il segnale di una malattia che non assume mai manifestazioni violente, però infligge a Caterina questa pena ripetuta che non tocca invece alla sorella, chissà perché. Dentro l’armadio Caterina ha paura, all’inizio. Poi comincia a portare con sé un libro e una torcia elettrica, e tutto cambia. La lettura diventa lo strumento per contrastare la volontà della madre in modo sommesso. Caterina non urla, non protesta: rimane buona e zitta dentro la sua casetta di legno, al riparo, con i suoi libri. Sono le storie a salvarla. E sarà l’amore per i libri, un amore fedele e paziente, a dare infine un senso alla sua vita.

   
Annamaria Piccione

La musica del mare

"Infame!", ripetono gli ex amici all'uscita da scuola. "Infame!", sospira la madre tra le lacrime. "Infame", inveisce il fratello Paolo con rabbia. Rosario vive a Palermo ed è il figlio di un pentito di mafia. Alcuni mesi prima il padre ha deciso di collaborare con la giustizia ed è stato trasferito in una città del nord con una nuova identità. La famiglia però gli ha voltato le spalle e Rosario non sa più cosa pensare. A scuola gli hanno insegnato che la mafia è una cosa brutta, in famiglia sostengono il contrario. Da quando il padre si è pentito, gli amici lo hanno lasciato solo. Ed è triste giocare a pallone da soli, mangiare le arancine da soli, andare in spiaggia da soli. Poi Rosario conosce Anna. Che è a Palermo in vacanza forzata dalla nonna, che parla con l'elegante accento di Milano, che ha letto della mafia solo sui libri. Nella calda estate siciliana i due ragazzi scoprono insieme una Palermo affascinante e piena di contrasti. L'incontro col misterioso Tancredi, un ex direttore d'orchestra deluso dalla vita, rivelerà a Rosario un nuovo universo: quello della musica, che gli regalerà emozioni mai provate prima. Anna riparte, il fratello entra in una cosca, si rifanno vivi i vecchi amici: tutto sembra tornare come prima. Ma non per Rosario, lui è cambiato. Sa che può aspirare a una vita diversa, lui vuole qualcosa di più.

   
Mariapia Veladiano

La vita accanto

«Una bambina brutta è grata a tutti per il bene che le vogliono, sta al suo posto, ringrazia per i regali che sono proprio quelli giusti per lei, è sempre felice di una proposta che le viene rivolta, non chiede attenzioni o coccole, si tiene in buona salute, almeno non dà preoccupazioni dal momento che non può dare soddisfazioni. Una bambina brutta vede, osserva, indaga, ascolta, percepisce, intuisce; in ogni inflessione di voce, espressione del viso, gesto sfuggito al controllo, in ogni silenzio breve o lungo, cerca un indizio che la riguardi, nel bene e nel male. Teme di ascoltare qualcosa che confermi quello che sa già, e cioè che la sua esistenza è una vera disgrazia. Spera di sentire una parola che la assolva, fosse pure di pietà. Una bambina brutta è figlia del caso, della fatalità, del destino, di uno scherzo della natura. Di certo non è figlia di Dio». Rebecca è nata irreparabilmente brutta. Sua madre dopo il parto non l'ha mai presa in braccio e si è sigillata in se stessa. Suo padre ha lasciato che accadesse. A prendersi cura di lei, la bella e impetuosa zia Erminia, il cui affetto nasconde però qualcosa di tremendo. E la tata Maddalena, saggia e piangente, che la ama con la forza di un bisogno. Ma Rebecca ha mani perfette e talento per il pianoforte. L'incontro con la «vecchia signora» De Lellis, celebre musicista da anni isolata in casa, offre a Rebecca uno sguardo nuovo sulla storia di dolore che segna la sua famiglia, ma anche la grazia di una vita possibile. La vita accanto racconta la nostra inettitudine alla vita, da cui solo le passioni possono riscattarci. Con una scrittura limpida e colta. Con personaggi buffi e veri, memorabili. Con la sapiente levità di una favola.

   
Simonetta Agnello Hornby

La monaca

Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, fervono i preparativi per la festa dell'Assunzione della Vergine. È l'ultimo giorno sereno nella vita di Agata, innamorata del ricco Giacomo Lepre e da lui ricambiata. Agata deve rinunciare al suo amore: le famiglie non trovano un accordo e, alla morte del maresciallo, la madre di Agata, donna Gesuela, decide di portarla a Napoli, dove spera di ottenere una pensione dal re. L'unico piroscafo in partenza è quello del capitano James Garson. Dopo un tempestoso viaggio, James e Agata si ritrovano sul ponte e qui lei gli confida i propri tormenti. A Napoli, Agata viene forzata a entrare in convento. Un mondo in cui si intrecciano amori, odi, rancori, passioni illecite e vendette. Ma Agata sembra guardare oltre si appassiona allo studio e alla coltivazione delle erbe mediche, impara a fare il pane e i dolci. Legge tutti i libri che James Garson le manda con regolarità e segue le sorti dei movimenti che aspirano all'unità d'Italia in casa della sorella Sandra. Ha accettato la vita monastica, ma è combattuta tra il sentimento religioso e il desiderio di vivere nel mondo. Non vuole dispiacere la zia badessa, ma nemmeno sacrificare il suo futuro. Sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen, l'Agata di Simonetta Agnello Hornby è capace di abitare la Storia e al contempo di portare con la propria storia di giovane donna, una forza spirituale nuova, da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo.

   
Vito Mancuso

Io e Dio

Quando si parla del rapporto con Dio, fede, incredulità, dedizione e perplessità sono parole d’ordine per descrivere l’animo umano al cospetto della religione. In Io e Dio Una guida dei perplessi il filosofo e teologo Vito Mancuso, conosciuto al grande pubblico per l’appassionato ritratto di L’anima e il suo destino, ci conduce al di là del dogmatismo della Chiesa e cerca di riportare le pecorelle, smarrite tra nuvole di dubbi, verso il Vangelo e quindi verso Dio. Se, per essere strenuamente fedeli alla tradizione della Chiesa, si rifiuta di evolvere, si finisce – secondo Mancuso – verso l’infedeltà all’autentica logica evangelica. Solo trasformandosi, il cristianesimo può ritornare a essere Vangelo e quindi autentica parola del Signore. Secondo il teologo, oggi più che in passato, bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, e Dio è molto al di là della dottrina stabilita e decisa dal potere ecclesiastico. Si potrebbe definire questa teoria una piccola rivoluzione nel pensiero comunemente accettato della religione cattolica, ma Mancuso cerca comunque di ricondurre il discorso e la società verso Dio. Lo fa stravolgendo i cardini comunemente dichiarati dalla chiesa su contraccezione, fecondazione assistita e cellule staminali. L’anima esiste? E’ una domanda che, se ci si ferma a riflettere, può condurre il pensiero a nuovi e strabilianti orizzonti. Il libro, Io e Dio Una guida dei perplessi, ci conduce nei meandri di questi labirinti filosofici e teologici e ci spinge, oltre che a porre domande, a fornirci delle risposte. Il legame con Dio, o almeno con la religione, invade più di quello che si possa pensare la nostra vita quotidiana, il nostro vivere fianco a fianco con gli altri. Vito Mancuso riconduce il fedele o l’ateo e agnostico ad una visione più umana, più palpabile del concetto di divinità e di religione, tralasciando appositamente Chiesa, potere e dogma. Salvezza o perdizione non esistono, ma esiste, in Io e Dio. Una guida dei perplessi, la salvezza della propria vita quotidiana, la conduzione normale delle esistenze terrene e, perché no, anche ultraterrene.

   
Paolo Di Paolo

Dove eravate tutti

Dove eravate tutti. Dov'erano i padri, soprattutto. Dentro il declino civile di un paese, così risuona l'essere giovani contro l'età adulta, contro l'assenza, contro il silenzio. Italo Tramontana archivia la memoria degli ultimi vent'anni, quelli familiari e quelli pubblici, come se la sequenza delle prime pagine dei giornali dispiegasse l'evidenza della sua storia, con la caduta di Bettino Craxi, l'interminabile Seconda repubblica, l'attentato alle Torri Gemelle e l'elezione di Barack Obama. Ma intanto, nei giorni del calendario privato, il padre di Italo, insegnante neo-pensionato, investe con l'auto un ex studente davanti alla scuola. A tutti sembra un atto deliberato di violenza. E tanto basta a sfaldare gli equilibri domestici. Ora ci sono un padre umiliato, una madre in fuga, un minaccioso tendersi di distanze. Che tuttavia va di pari passo con il riaffiorare, bella e insinuante, di quella che era stata la bambina Scirocco, e con il suo imporsi sulla prima pagina degli affetti. Lo spazio che si apre tra la cupa attualità e un amore possibile disegna una strada, spazza gli anni senza nome che il giovane Italo ha vissuto e ripercorso in una ostinata "archeologia di se stesso". Ci vuole uno scatto, fuori dalla passività delle emozioni. Quasi fosse la nuova città simbolo dei destini incrociati, Berlino diventa la scena cui andare a cercare, cercarsi, rispondersi. In attesa di sapere dove siamo, tutti.

   
Alessandro Corallo

 

Matt e Splatch - Nel regno di sottoterra

Matthew dodici anni, si è trasferito da poco nella cittadina di Villevil, nel Wyoming, nord ovest degli Stati Uniti d'America. Preso di mira dai bulletti della scuola, che approfittano della sua disabilità, Matt trova la forza di difendersi insieme ai suoi nuovi amici. Ma un giorno, giocando all'aperto accade l'imprevedibile. Un tranquillo pomeriggio si trasforma prima in panico e poi in una straordinaria avventura: i ragazzi si ritrovano nel regno di Sottoterra. Malgrado le difficoltà e la paura, la solidarietà e l'aiuto reciproco non vengono meno, anzi si rafforzano. I difetti fisici, come l'obesità, l'aspetto esteriore, il colore della pelle o il fatto di studiare troppo o leggere libri noiosi, usati dai loro compagni per schernirli, ora nello strano ambiente sono le armi per difendersi e tornare a casa. Aiutati da Splatch, un simpaticissimo mucchio di fango che si diverte a rimbalzare "splaccicandosi" in giro, i ragazzi devono riguadagnare la via di casa affrontando inseguimenti in misteriosi tunnel e battaglie con mostruose creature di fango e insetti giganti, aprendosi la strada risolvendo indovinelli e partecipando alla battaglia con i malvagi Slush.

   
Gianrico Carofiglio

Il silenzio dell'onda

Da mesi, il lunedì e il giovedì, Roberto Marias attraversa a piedi il centro di Roma per raggiungere lo studio di uno psichiatra. Si siede davanti a lui, e spesso rimane in silenzio. Talvolta i ricordi affiorano. E lo riportano al tempo in cui lui e suo padre affrontavano le onde dell'oceano sulla tavola da surf. Lo riportano agli anni rischiosi del suo lavoro di agente sotto copertura, quando ha conosciuto il cinismo, la corruzione, l'orrore. Fuori, ma anche dentro di sé. Di professione fantasma, ha imparato a ingannare, a tradire, a sparire senza lasciare traccia. Una vita che lo ha ubriacato e travolto. Le parole del dottore, le passeggiate ipnotiche in una Roma che lentamente si svela ai suoi occhi, l'incontro con Emma, come lui danneggiata dall'indicibilità della colpa, gli permettono di tornare in superficie. E quando Giacomo gli chiede aiuto contro i suoi incubi di undicenne, Roberto scopre una strada di riscatto e di rinascita.

 
Alberto Melis

Le due facce di Gerusalemme

Questa è la storia di Rami, un ragazzino israeliano, e di Fatima, una ragazzina palestinese. E' una storia un po' speciale, perché speciale è il paese in cui vivono. Un paese che ha due nomi, Israele e Palestina, dove due popoli, quello israeliano e quello palestinese, hanno combattuto tante guerre per il possesso della stessa terra. L'ultima è scoppiata nel 1999. I palestinesi la chiamano Intifada. Gli israeliani semplicemente guerra. Una guerra che è uguale e insieme diversa da tutte le altre. Perché nei giorni in cui non scoppia una bomba, o in cui non si muovono i carri armati, tutti si sforzano di vivere il più normalmente possibile, anche se non è facile. I bambini vanno a scuola, le mamme a fare la spesa al mercato, le persone anziane a chiacchierare sulle panchine. Almeno fino a quando, di nuovo...

   
Giovanna Zucca

Mani calde

Davide ha nove anni e proprio non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l’abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, tra il sonno e la veglia in cui è costretto, Davide sente e “vede” le persone, distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel “dottore antipatico” che tenterà l’impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si creerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, un dio nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l’altro è pieno di vita ma immobile su un letto.

 
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Un filo di luce

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Daniela Bonanzinga e Alessio Planeta organizzano la presentazione del libro "Roma Caput Vini". In sala degustazione di vini
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Bianca Stancanelli
La vergogna e la fortuna
Marsilio
27 e 28 Gennaio 2012
Antonio Ferrara
Batti il muro
Rizzoli
2 - 3 e 4 Febbraio 2012
Annamaria Piccione
La musica del mare
Einaudi
7 e 8 Febbraio 2012
Mariapia Veladiano
La vita accanto
Einaudi
10 e 11 Febbraio 2012
Simonetta Agnello Hornby
La monaca
Feltrinelli
27 Febbraio 2012
Vito Mancuso
Io e Dio
Garzanti
1 Marzo 2012
Paolo Di Paolo
Dove eravate tutti
Feltrinelli
Marzo 2012
Alessandro Corallo
Matt e Splatch - Nel regno di sottoterra
Falzea
8 Marzo 2012
Gianrico Carofiglio
Il silenzio dell'onda
Rizzoli
23 Marzo 2012
Alberto Melis
Le due facce di Gerusalemme
Piemme
16 - 17 e 18 Aprile 2012
Giovanna Zucca
Mani calde
Fazi
Aprile 2012



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