Giulio Einaudi editore

La casa editrice Einaudi viene fondata nel 1933 da un gruppo di amici, allievi del liceo classico D'Azeglio. Seppure in anni e in classi diverse, questi giovani avevano avuto tutti come professore Augusto Monti, che li aveva educati ai valori della cultura, della libertà e dell'impegno civile. Intorno al più giovane di loro, Giulio Einaudi (1912), si erano così raccolti Leone Ginzburg (1909), Massimo Mila (1910), Norberto Bobbio (1909), Cesare Pavese (1908), affiancati successivamente da altre figure come Natalia Ginzburg (moglie di Leone) e Giaime Pintor. La collegialità, il gusto della discussione, il piacere di condividere tempi e luoghi oltre i momenti lavorativi «ufficiali» sono una caratteristica che ha attraversato tutta la storia dell'Einaudi, e si è trasmessa da una generazione all'altra dei suoi editor e consulenti proprio a partire da queste origini giovanili e addirittura scolastiche. Se nel gruppo dei fondatori Giulio Einaudi era l'anima imprenditoriale, si può dire che Leone Ginzburg fu, di fatto, il primo direttore editoriale della casa editrice. Vicino all'eredità gobettiana e al liberalismo radicale, Ginzburg intendeva tutte le sue attività (lo studioso, l'editore, il traduttore, il militante politico) come una missione. In questo senso l'Einaudi è nata come una casa editrice basata su un intreccio politico-culturale inscindibile, soprattutto votata alla saggistica (le prime collane, tuttora esistenti, sono la «Biblioteca di cultura storica» e i «Saggi»). Dopo essere stato scoperto a stampare clandestinamente il giornale di Giustizia e libertà, Ginzburg viene torturato e ucciso dai nazisti a Roma nel 1944. L'Einaudi continua la sua attività e si fa in tre: alla redazione romana c'è Pavese, in quella milanese Vittorini, alla sede di Torino prima Mila, poi torna Pavese. Vittorini incarna la continuità dell'intreccio politico-culturale einaudiano e l'ideazione della rivista «Il Politecnico» è una delle imprese più rilevanti, in questo senso, dell'immediato dopoguerra. Fondamentale, inoltre, sarà in quegli anni la pubblicazione delle opere di Gramsci. Ma chi prende di fatto la funzione di guida dell'Einaudi è Pavese. Con lui la casa editrice diversifica la sua produzione saggistica (aprendosi all'antropologia e alla psicanalisi) e comincia a essere un punto di riferimento anche per la narrativa italiana e straniera e per i classici, con le collane dei «Coralli», dei «Supercoralli» e dei «Millenni». Dopo la sua morte (1950) la casa editrice, coordinata da Luciano Foà, assume il compito, soprattutto con «I gettoni» di Vittorini, di rinnovare la narrativa italiana promuovendo nuovi autori come Fenoglio, Lucentini, Ottieri, Lalla Romano, Rigoni Stern, Anna Maria Ortese, Sciascia e molti altri. Ma è anche importante la continuità della riflessione politica che si svolge in una collana come quella dei «Libri bianchi», nata all'indomani della crisi del 1956, con i fatti di Ungheria e la rivelazione dei crimini di Stalin, insomma con la prima grande crisi di coscienza dei comunisti italiani. Se Vittorini e Calvino, attraverso le collane di narrativa e la rivista «Il menabò» (1959-1967), guidano la ricerca letteraria sui percorsi di una progressiva sperimentazione, attentissimi a quanto accade di più innovativo in Europa e in America, Giulio Bollati coordina l'insieme delle proposte saggistiche e le collane di classici, proponendo una rilettura profonda e inquieta della modernità. La «Pbe» da un lato (1960), la «Nue» dall'altro (1962) mettono a punto una sorta di enciclopedia in progress, con un duplice sguardo che punta al futuro delle varie discipline di pensiero e al passato della tradizione letteraria e filosofica, dove la tradizione faccia leggere meglio i nodi della contemporaneità. Una feconda alternanza di antichi e moderni è pure la “Collezione di poesia” (1964), che riscopre vecchi maestri e dà spazio alla neoavanguardia. La scoperta letteraria e la riflessione politico-culturale formano una sorta di doppio passo della casa editrice. Emblematico è il 1965, in cui nascono contemporaneamente due collane come «Nuovo Politecnico», diretta da Bollati - piccoli libri che affrontano i problemi politici e sociali senza mai limitarsi alla descrizione, ma scavando nelle questioni teoriche sottostanti - e «La ricerca letteraria», diretta da Davico, che va a scovare i più significativi testi sperimentali in Italia e all'estero. Doppio passo che prosegue con la nascita della «Serie politica» (1968) e di «Einaudi Letteratura» (1969). Gli anni Settanta sono il momento in cui l'Einaudi fa il massimo sforzo per ampliare il proprio pubblico e ottiene enormi risultati di diffusione. Nella saggistica l'esempio più eclatante è l'impresa della Storia d'Italia in sei grossi tomi (1972-1976), diretta da Ruggiero Romano e Corrado Vivanti, che nonostante rappresenti la punta più avanzata della ricerca storica e non abbia nulla di divulgativo, vende più di 100 mila copie. Nella narrativa basterà citare un bestseller assoluto come La storia di Elsa Morante, che vende circa un milione di copie. E poi nascono «Gli struzzi», che sono una sorta di collana semi-economica dove passa tutto il meglio di quanto l'Einaudi ha già pubblicato in altre collane, e le «Centopagine» di Calvino che disegnano il profilo dei classici della modernità. Nasce anche l'Enciclopedia in 15 volumi (1977-1982), diretta da Ruggiero Romano, che si avvale dell'apporto dei più importanti studiosi di tutto il mondo: l'opera, che ha una struttura complessa e molto innovativa, non avrà lo stesso successo della Storia d'Italia, anche se supererà comunque le 35 mila copie. Gli anni Ottanta sono anni difficili per la casa editrice, che passa attraverso una grave crisi finanziaria ma, nonostante tutto, riesce a pubblicare autori nuovi, a impostare nuove collane come «Microstorie», diretta da Carlo Ginzburg e Giovanni Levi, e «Scrittori tradotti da scrittori», ideata e seguita personalmente da Giulio Einaudi, a costruire un'opera in molti volumi come la Letteratura italiana diretta da Alberto Asor Rosa, che è diventata subito un punto di riferimento imprescindibile per lo studio e la consultazione. Con gli anni Novanta c'è stato un parziale ricambio generazionale e un rinnovato impegno su tutti i fronti «storici» della casa editrice: la letteratura, e in particolare la narrativa straniera, con il lancio o il rilancio di autori come Yehoshua, McEwan, DeLillo, Saramago, Grass, Auster, Coetzee e tanti altri; la saggistica e le grandi opere, con la nascita della «Biblioteca Einaudi» e il rinnovamento della Pbe; i classici, con l'avvio della «Biblioteca della Pléiade». Si è poi aperto un nuovo fronte: quello dei tascabili, che l'Einaudi, a parte un esperimento negli anni Cinquanta poi rifuso in altre collane, non aveva sostanzialmente mai avuto e che rapidamente diventano una parte importante della casa editrice, crescente negli anni, fino ad assumere nel 2005, sotto il marchio «ET», una fisionomia diversificata per genere e formato. Nel 1996 nasce «Stile libero», collana di tendenza, rivolta principalmente a un pubblico giovanile ma non solo, che ha da subito presentato le novità più interessanti della letteratura e della cultura underground e pop. Nel corso degli anni Duemila, sempre attento alla ricerca e agli esordi letterari, Stile libero diventa un vero e proprio sistema editoriale, articolato in collane che spaziano dalla narrativa ai DVD, dalla varia al noir, dal graphic novel alla saggistica. Tra i principali successi della formula Stile libero Niccolò Ammaniti, Michel Faber, Wu Ming, Edward Bunker, Giancarlo De Cataldo. Dal punto di vista ideologico, la caduta del muro di Berlino ha trovato un'Einaudi già preparata a discutere la propria identità democratica e progressista in una situazione post-comunista. Senza inseguire la politica, la casa editrice ha cercato soprattutto di ridiscutere alcuni concetti fondamentali come democrazia, partecipazione, etica laica, riavviando una discussione culturale più ampia sugli sviluppi della civiltà di massa e le sue possibili derive. Giulio Einaudi ha sempre fatto in modo che le idee editoriali nascessero dal confronto (e talvolta anche dallo scontro) fra le opinioni incrociate dei suoi collaboratori. Non era uomo di decisioni autoritarie, ma piuttosto uno stimolatore di dibattito e di entusiasmo. La sua morte (1999) ha coinciso con la fine di una stagione della casa editrice, ma non ha interrotto un lavoro già avviato dai suoi collaboratori più giovani negli ultimi anni della sua presenza. Collane di narrativa come «L'Arcipelago Einaudi», di saggistica come le «Vele», «Einaudi storia» o i nuovi «Struzzi», o grandi opere come La storia del cinema o Il romanzo proseguono e innovano un lavoro di anni, guardano alla contemporaneità sempre con un occhio a quel che si può prevedere del futuro e uno a quel che non si deve dimenticare del passato.  

Io non ho paura

In questo romanzo Niccolò Ammaniti va al cuore della sua narrativa, con una storia tesa e dal ritmo serrato, un congegno a orologeria che si carica fino a una conclusione sorprendente: e mette in scena la paura stessa. Michele Amitrano, nove anni, si trova di colpo a fare i conti con un segreto cosí grande e terribile da non poterlo nemmeno raccontare. E per affrontarlo dovrà trovare la forza proprio nelle sue fantasie di bambino, mentre il lettore assiste a una doppia storia: quella vista con gli occhi di Michele e quella, tragica, che coinvolge i grandi di Acqua Traverse, misera frazione dispersa tra i campi di grano. Il risultato è un racconto potente e di assoluta felicità narrativa, dove si respirano atmosfere che vanno dalle Avventure di Tom Sawyer, alle Fiabe italiane di Calvino. La storia è ambientata nell'estate torrida del 1978 nella campagna di un Sud dell'Italia non identificato, ma evocato con rara forza...

Quell`estate di sangue e di luna

E’ l’estate del 1969. A Lancimago, paese rurale di poche centinaia di anime, quattro inseparabili amici undicenni, Enrico, Billo, Valerio e Gianni, seguono alla tivù la missione Apollo che porterà il primo uomo sulla Luna. Ma sul villaggio, proprio in quei giorni, si scatena un crescendo di eventi terribili e misteriosi. La natura stessa pare ribellarsi o impazzire, mentre aleggiano sui campi i fantasmi di superstizioni dimenticate e di antiche paure. Di fronte all’ottusità degli adulti saranno i quattro bambini, e soprattutto Enrico, che trova un alleato nella memoria lunga di nonno Siro, a fronteggiare l’orrore e a comprenderne il senso. Ma perché, trent’anni dopo, lo stesso Enrico accompagna a Lancimago il figlioletto?

Unite le idee e il lavoro di Eraldo Baldini a quelli di Alessandro Fabbri, scrittore e sceneggiatore ventinovenne già vincitore del “Campiello Giovani”, e ciò che ne...

Nelle mani giuste

Dall'autore di Romanzo criminale un nuovo romanzo-affresco che getta una luce nera sull'epoca in cui siamo tuttora immersi. L'epoca segnata dalle stragi di mafia. Sotto il segno della convenienza, persone diverse, con progetti diversi, si ritrovano a essere le pedine di un disegno folle. O forse no. Si tratta di consegnare l'Italia nelle mani giuste. Delitti e passioni si intrecciano con bombe e affari. Una donna che doveva solo tradire trova il coraggio di amare. Mentre le vite e i destini si consumano, e la speranza si rifugia nel cuore stesso dell'inferno. In seguito, per quanto cercasse di frugare nella memoria, ripercorrendo passo passo i momenti di quella conversazione che non avrebbe esitato a definire "surreale", in seguito Stalin Rossetti non sarebbe mai riuscito a determinare con esattezza la paternità dell'idea. Era stato lui a suggerirla o il mafioso? O ci erano arrivati insieme, ragionando con diligenza matematica sui pochi...

Questo novecento

Dalle pagine di grande tensione morale sulla Grande Guerra al fascismo, dall'apparente dissoluzione dell'eredità della Resistenza alle battaglie politiche del dopoguerra, Foa non si limita a testimoniare una stagione passata. Ogni grande svolta del secolo viene analizzata e ricondotta a una umana possibilità di scelta, che in definitiva è la riaffermazione del senso alto e vero della politica dietro la scomparsa o il fallimento di tante singole politiche.

Ninna nanna del lupo

In una casetta di Bisacquino, paesino siciliano, nel breve spazio temporale che dalla sera si consuma fino a tutta la notte, tra il rituale accadimento della serva Clementina alle mani artritiche della novantenne padrona Mosca Centonze, e il momento in cui quest'ultima sentirà nuovamente, come nell'infanzia, la "ninna nanna del lupo" che dà il titolo al romanzo, ha luogo la rievocazione del passato, di un'esistenza, quella di Mosca (emigrata in America a inizio Novecento, finita in sanatorio, diventata moglie di un boss poi ucciso in un agguato e ritornata in Sicilia nel '36) a cui fa da contrappunto quella della serva Clementina, in una storia che ha nella solitudine e nella sterilità i due grandi fuochi narrativi attorno a cui si addensano tinte forti, macabre, di una vitalità grottesca, e tornano a rianimarsi le figure e le vicende di una vita trascorsa. La notte dei ricordi della Ninna nanna del lupo è un sabbah...

La parola ebreo

«Brucia dirlo, ma un orlo nero segna i nostri giorni incolpevoli, senza memoria e senza storia»: era il 1938 quando Mussolini avviò la campagna antisemita, prima fase di un dramma che avrebbe coinvolto milioni di persone. La parola ebreo di Rosetta Loy ci riporta al clima degli anni in cui la sua famiglia, cattolica, e una certa borghesia italiana, anche se non apertamente schierata con il fascismo, accettarono le leggi razziali senza avere coscienza della tragedia che si stava compiendo. La bella casa romana, le vacanze in montagna, i ricordi dolci di un'infanzia innocente si affiancano ad altri ricordi piú inquietanti che affiorano poco a poco nei volti e nelle figure di persone improvvisamente diventate «altre» per decreto e per questo perseguitate. L'autrice ritrova i segni misteriosi e ambigui di quella quotidianità vissuta al riparo della storia e si insinua nelle pieghe dei fatti raccontando, con l'aiuto di lettere,...

Laura da Rimini

Tre loschi individui camuffati da Zio Paperone, Topolino e Minnie cercano Laura di Rimini. La ragazza è in possesso di uno zainetto pieno di cocaina che ha scambiato con il suo durante una visita in casa della professoressa di Lettere a Bologna. La professoressa viene successivamente trovata uccisa in casa sua a colpi di nettapipe. L'assistente universitario che ha appena promosso Laura ad un esame, la segue e pare sia intertessato anche lui allo zaino misterioso. La Polizia cerca l'assassino della Professoressa. Un giro di droga vede coinvolti delinquenti russi... ci sono ingredienti per una storia interessante...

"Il personaggio "Laura di Rimini" è costruito su Laura Paolucci, di Rimini, appunto, che è la sceneggiatrice della Fandango che ha fatto con me Lupo Mannaro. Ho usato lei come modella, anche se poi, naturalmente, mi sono inventato tutto il resto". (Carlo Lucarelli)

La musica del mare

"Infame!", ripetono gli ex amici all'uscita da scuola. "Infame!", sospira la madre tra le lacrime. "Infame", inveisce il fratello Paolo con rabbia. Rosario vive a Palermo ed è il figlio di un pentito di mafia. Alcuni mesi prima il padre ha deciso di collaborare con la giustizia ed è stato trasferito in una città del nord con una nuova identità. La famiglia però gli ha voltato le spalle e Rosario non sa più cosa pensare. A scuola gli hanno insegnato che la mafia è una cosa brutta, in famiglia sostengono il contrario. Da quando il padre si è pentito, gli amici lo hanno lasciato solo. Ed è triste giocare a pallone da soli, mangiare le arancine da soli, andare in spiaggia da soli. Poi Rosario conosce Anna. Che è a Palermo in vacanza forzata dalla nonna, che parla con l'elegante accento di Milano, che ha letto della mafia solo sui libri. Nella calda estate siciliana i due...

Stabat mater

Premio Strega 2009. È notte, l'orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine più assoluta. Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona più intima e più lontana, la madre che l'ha abbandonata. La musica per lei è un'abitudine come tante, un opaco ripetersi di note. Dall'alto del poggiolo sospeso in cui si trova relegata a suonare, pensa "Io non sono affatto sicura che la musica si innalzi, che si elevi. Io credo che la musica cada. Noi la versiamo sulle teste di chi viene ad ascoltarci". Così passa la vita all'Ospedale della Pietà di Venezia, dove le giovani orfane scoprono le sconfinate...

A testa alta

Tre anni prima di essere ucciso padre Pino Puglisi, che a volte si firmava 3P come un personaggio dei fumetti, accettò l'incarico di parroco nel quartiere Brancaccio di Palermo. Quella scelta gli costò la vita per mano della mafia. Una giornalista di «Panorama» studia l'omicidio (i responsabili hanno confessato), ma soprattutto la situazione tragica del quartiere, l'impegno del prete con i bambini e il suo tentativo di ottenere per Brancaccio almeno le infrastrutture fondamentali del vivere civile.

Il libraio di Selinunte

Un ragazzo esce nottetempo di casa, eludendo la sorveglianza dei genitori, per recarsi nella bottega di un librario che passa le notti a leggere. Il ragazzo s'innamora di questa figura e grazie a lui assorbe le mille storie che nei libri sono custodite. Quando un giorno gli abitanti del villaggio, mossi dall'odio e dall'invidia, bruciano la libreria, si accorgono con terrore che con le parole spariscono anche le cose che queste nominavano. Il librario è introvabile, forse morto nel rogo. Sarà il ragazzo a scoprire dentro di sé la sua voce perduta e quando vicino al tempio vede le proprie parole farsi pagina sul mare, capisce che queste sono ancora vive e che le cose si salveranno. La storia è ispirata al testo di una sua nuova canzone.

La vita accanto

«Una bambina brutta è grata a tutti per il bene che le vogliono, sta al suo posto, ringrazia per i regali che sono proprio quelli giusti per lei, è sempre felice di una proposta che le viene rivolta, non chiede attenzioni o coccole, si tiene in buona salute, almeno non dà preoccupazioni dal momento che non può dare soddisfazioni. Una bambina brutta vede, osserva, indaga, ascolta, percepisce, intuisce; in ogni inflessione di voce, espressione del viso, gesto sfuggito al controllo, in ogni silenzio breve o lungo, cerca un indizio che la riguardi, nel bene e nel male. Teme di ascoltare qualcosa che confermi quello che sa già, e cioè che la sua esistenza è una vera disgrazia. Spera di sentire una parola che la assolva, fosse pure di pietà. Una bambina brutta è figlia del caso, della fatalità, del destino, di uno scherzo della natura. Di certo non è figlia di Dio».

Rebecca è...

Il tempo č un Dio breve

C'è una donna che ripercorre la sua vita per arrivare al mistero del presente. C'è un amore che finisce e un altro che nasce, da difendere contro l'ombra del male che lo precede, l'ombra di tutti i mali, la morte. E se questo male investe un bambino allora una voragine si allarga sotto di noi. È possibile la lotta, come contro l'angelo, che è Dio. È forse possibile uscir feriti ma salvi e con un nome nuovo scritto nella propria storia e così forse un'altra vita ci aspetta. È questo il sogno di ogni amore. Che non finisca. O è solo una promessa. Ma una promessa è molto più potente di un sogno. In un paesaggio di neve e di incanti la protagonista, in compagnia del figlio, incontra un uomo; il male per un momento è confinato alla sua dissolvenza, costretto dalla forza tutta umana dell'amore che diventa divino nella potenza di un'ostinazione necessaria. Ci è stato dato...

Mille anni che sto qui

Premio Campiello 2007. Grottole, nei pressi di Matera: dall'Unità d'Italia ai giorni nostri, le vicende straordinarie e quotidiane dei Falcone, una famiglia lucana cui il destino dona tutto e non risparmia niente, dalla guerra all'emigrazione, dalla fame alla ricchezza, passando per scandali pubblici e furori individuali. Dal capostipite Don Francesco con i suoi barili d'oro sepolti e mai più ritrovati alla piccola Gioia che fugge di casa un secolo dopo per dimenticare tutto e tutti, mille e ancora mille storie d'amore, morte, gelosia, amicizia, mentre intorno infuriano le tempeste della Storia e si susseguono le generazioni passandosi silenziosamente il testimone. 



29/11/2017

Nemiche
Il Poggio del Tempo Perduto
ore 20.00

" Voglio conoscere tutto. Le inezie più intime e personali: quali abitudini coltiva, quali persone frequenta, gli abiti che indossa o che indosserà. ... ogni minuzia. Niente deve apparirvi così sciocco e privo di importanza..." Sempre più intrigante questa lettura, partecipa alla cena e ne saprai di più! Con Cristina Pennisi e Barbara Floridia

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30/11/2017

A cena con Simona Lo Jacono
A cena con Simona Lo Jacono
Il Circolo
ore 20.00

Simona Lo jacono vi aspetta nella incantevole sede del "Circolo" di via Garibaldi, dove intratterrà il suo pubblico intervistata da Adriana Ferlazzo sul suo libro,"Il morso", poetico dipinto della Palermo del 1847. Si potrà partecipare alla serata prenotando presso la nostra sede.

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28/02/2016

"Manuale di sopravvivenza dell`attore non protagonista"
Monte di Pietą
ore 11,00

Vi aspettiamo al Monte di Pietà per la prima presentazione nazionale.

Sarà Franco Cicero, noto giornalista della Gazzetta del Sud, a presentare l’ultimo libro dell’attore messinese Ninni Bruschetta. Famoso per le sue molteplici interpretazioni sul piccolo e grande schermo, per le sue regie teatrali, Ninni Bruschetta si rivolge ai giovani con un linguaggio denso e diretto che vogliono intraprendere il mestiere dell’attore. Con una generosità tutta siciliana Ninni dà speranza a tutti coloro che vogliono provarci.

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03/03/2016

"Azzurro maledetto"
Caserma N. Calipari - Messina
ore 16,30

Primo incontro del ciclo: Poliziotti scrittori.

Un super poliziotto, il Questore di Messina, Giuseppe Cucchiara presenterà il thriller Azzurro Maledetto scritto dalla poliziotta Ornella Della Libera. Vi aspettiamo numerosi alla caserma Calipari. 

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04/03/2016

"Fiammetta"
Salone degli specchi della Provincia di Messina
ore 17,00

Dopo il grande successo di Capo Scirocco, ritorna la scrittrice catanese Emanuela Ersilia Abbadessa con il suo nuovo romanzo Fiammetta. Sarà la stessa autrice ad intrattenere il pubblico attraverso un percorso visivo e sonoro “Tra fiori e amori” in compagnia di Fiammetta.

Vi aspettiamo numerosi...

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09/03/2016

"I bambini della notte"
Sala Laudamo - Messina
ore 19,00

Una serata speciale in compagnia di Angelo Campolo che dirige il reading tratto dal libro “I bambini della notte”. Il libro scritto da Maria Pia Bonanate racconta una storia vera. Ospite della serata Dominique Corti, Presidente della Fondazione Corti che opera dall’Italia per continuare a dare vita all’ospedale ugandese fondato dai suoi genitori, i coniugi Corti.

Vi aspettiamo numerosi…

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15/06/2015

"Le stanze dello scirocco"
Libreria Bonanzinga - Via dei Mille, 110 - Messina
ore 17,30

Ritorna in Libreria Cristina Cassar Scalia per un firma copie del suo ultimo libro "Le stanze dello scirocco".

Per chi volesse continuare la serata in compagnia dell'autrice è possibile prenotare un apericena in libreria che si terrà alle ore 20 all'Istituto Ignatianum.

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12/02/2015

"Foto da favola"
"Foto da favola"
Libreria Bonanzinga - Via dei mille 110 - Messina
ore 17,00 - 20,00

BIANCANEVE vi aspetta in Libreria!!!

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08/10/2014

Nati per leggere
Libreria Bonanzinga - Via dei Mille, 110 - Messina
ore 18,30

La lettura come gesto d'amore

"Un adulto legge una storia"

Ogni mercoledì alle ore 18,30 gratuitamente la Libreria Bonanzinga offre i suoi locali ai lettori volontari del progetto "Nati per leggere"

L'attività è indicata per bambini dai sei mesi ai tre anni.

Vi aspettiamo con i vostri bambini

Per motivi organizzativi è assulutamente necessaria la prenotazione telefonando al numero 090718551

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Laboratorio per bambini 3/5 anni
Libreria Bonanzinga
ore 18,30 - 19,30

Nei primi tre incontri i bambini, lasciandosi ispirare da filastrocche sugli animali, creeranno delle maschere.

Nell’ultimo incontro, le utilizzeranno insieme a suoni e movimenti per animare le filastrocche.

Il laboratorio, rivolto a bambini dai 3 ai 5 anni, si svolgerà nei locali della libreria Bonanzinga

30 gennaio 6 – 20 – 27 febbraio 2015 18:30 -19:30

Il costo per 4 incontri è di € 20

prenotazioni e info LIBRERIA BONANZINGA - Via dei Mille 110 - 98123 Messina. Tel: 090 718551

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